Tingere i capelli in gravidanza e durante l’allattamento è rischioso?

Valutazioni e alternative.

Viviamo in un mondo inquinato, purtroppo.  Mangiamo cibo inquinato, respiriamo aria inquinata. Quando stiamo per diventare mamme, questo pensiero ci preoccupa ancor di più, perché siamo consapevoli che con le nostre scelte non solo possiamo far male a noi stesse, ma anche e soprattutto alla vita che cresce dentro di noi.

In gravidanza stiamo più attente, e anche in campo estetico selezioniamo con maggior cura prodotti e servizi.

Tingere i capelli in gravidanza e durante l’allattamento è sicuro?

Oggi, a differenza di tempo fa, ci sono moltissime scelte. Il mercato offre molto, ma di chi possiamo davvero fidarci?

Il regolamento europeo per la sicurezza dei cosmetici ( clicca QUI ) lista la presenza soglia di un elenco di  elementi proibiti nelle tinture, in quanto considerati potenzialmente tossici; bisogna comunque prestare attenzione, ci sono alcune sostanze che, sebbene ammesse, possono causare allergie o fastidiose intolleranze. Se il caso, il produttore è tenuto a dichiararlo nel materiale informativo.

Suggerisco quindi, come prima precauzione, di controllare e leggere bene le etichette.

Parallelamente alle norme, ci sono molte ricerche scientifiche che hanno approfondito il tema, valutando se e come l’utilizzo di tinture (chimiche) permanenti possa provocare l’insorgenza di malattie. Fra molte, riporto il British Medical Journal, una rivista medica accademica che viene pubblicata dalla British Medical Assocation (BMA), che potete consultare qui: https://www.bmj.com/content/370/bmj.m2942

 Questo studio ha analizzato e cercato di capire se un utilizzo continuativo di tinture permanenti per capelli e l’insorgenza di tumori siano in qualche modo correlati.  Allo studio hanno partecipato circa 120,000 donne e, sebbene la conclusione sia che non vi siano stati relazioni dirette tra uso e rischio di tumore, e relativa mortalità,  “…risultati contrastanti nelle analisi stratificate per colore naturale dei capelli giustificano ulteriori indagini…”.

 Quindi per aver totale certezza, bisognerà attendere queste ulteriori indagini, e relativi ulteriori test:  la ricerca è – fortunatamente - sempre in divenire, e ciò che è vero oggi potrebbe non esserlo necessariamente domani.

Tutto ciò è valido in tutti i campi. Il Regolamento REACH, ad esempio, è lo strumento che l’Unione Europea ha introdotto per assicurare una corretta e sicura gestione delle sostanze chimiche nei tessili.  Ed è uno dei riferimenti normativi che anche noi in MHUG consultiamo quando dobbiamo scegliere nuovi tessuti. Tale strumento è stato aggiornato nel tempo, le soglie sono diventate più restrittive.  

Quindi, laddove non v’è certezza…prudenza!

Quindi, che fare?

Come ridurre i rischi nell’utilizzo delle tinture chimiche?

Il Sistema sanitario nazionale del Regno Unito (NHS, National Health Service), sul sito

https://www.nhs.uk/common-health-questions/pregnancy/is-it-safe-to-use-hair-dye-when-i-am-pregnant-or-breastfeeding/   scrive:

Potresti decidere di aspettare a tingere i capelli fino a dopo le prime 12 settimane di gravidanza, quando il rischio che sostanze chimiche danneggino il bambino è molto più basso. Se ti stai colorando i capelli da solo, puoi ridurre ulteriormente il rischio assicurandoti di:

  • Indossare guanti
  • Ridurre la posa al minimo indicato
  • Lavorare in una stanza ben ventilata
  • Risciacquare bene il cuoio capelluto una volta applicata la tinta

Inoltre specifica che ravvivare il colore sulle ciocche, riduce qualsiasi rischio, in quanto le sostanze chimiche vengono assorbite dal capello e non dal cuoio capelluto.

 

Esistono delle alternative all’uso delle tinture chimiche?

Seguendo la moda del momento, la prima alternativa sarebbe….non tingerli proprio! Una volta grigio era sinonimo di invecchiamento precoce, ora vediamo ventenni con chiome argentee, create chimicamente, e bellissime quarantenni sfoggiare il loro bianco naturale.

 Esistono alternative per chi invece non vuole rinunciare, come me ad esempio, alla colorazione?

Parlo per esperienza diretta: avendo una cute molto sensibile e reattiva, ho sofferto da sempre di irritazioni e sfoghi cutanei (quanti pruriti in testa!) ho negli anni sperimentato, fatto disastri; sono uscita di casa con colori improbabili… prima di arrivare, per puro caso, molto dopo, a scoprire Beautilicious Delights, un’azienda tutta femminile creata da Rozalia Chiru, giovane e seria imprenditrice che produce, in collaborazione con un laboratorio specializzato nella produzione di cosmetici naturali, una linea di prodotti biologici, sani e innovativi. Questo il suo sito:  www.curavisoecapelli.it .

 Mi hanno colpita subito il suo garbo (in un mondo dove spesso sembra vincere chi urla di più), la sua competenza e la totale dedizione al suo lavoro. Le ho chiesto una consulenza e da allora sono diventata sua cliente.

Premetto, e ci tengo bene a specificare, che non esiste nessun accordo commerciale, sono solo genuinamente entusiasta perché ne parlo per esperienza vissuta.

 Le erbe tintoree sono sicure?

 Nelle raccomandazioni indicate prima, il NSH specifica che i coloranti vegetali puri semipermanenti, come l’hennè, sono un’alternativa sicura.

Ma è proprio così?

In realtà no. Naturale non è sinonimo di atossico, e quindi pensare che un’erba tintorea sia necessariamente sicura non corrisponde a verità.

Vediamo come funziona il processo con le erbe tintoree: a differenza della tinta chimica, quella vegetale avvolge il fusto del capello, e colora grazie all’azione di un pigmento presente in quello che viene chiamato comunemente “henne” (Lawsonia inermis). Per intenderci, quel pigmento rosso, l’unico che copra i capelli bianchi e che viene utilizzato anche in combinazione con altre erbe per ottenere un’ampia gamma di colorazioni castane, e non solo!

Tale pigmento, il Lawsone, quando viene applicato come pastella, penetra nel cuoio capelluto (e quindi, nel nostro organismo). Cattiva notizia:  laswsone è per sè tossico. Niente allarmismi però, anche il prezzemolo è un’erba tossica, eppure la mangiamo, così come molte altre!  Per stabilirne òa tossicità bisogna valutare alcuni parametri, come livello di concentrazione e il tempo di esposizione alla sostanza: se in dosi corrette, il Lawsone è assolutamente innocuo. Approfondiamo per capire quindi fino a che dosi non risulta dannoso.

Ad oggi non esiste una legge che regoli la percentuale di Lawsone ammessa, siamo fermi a uno studio del 2013 (aggiornato lo scorso anno), redatto dal comitato scientifico della Commissione Europea, che proprio specificatamente tratta l’argomento hennè, “Opinion on Lawsonia inermis (hemma)”, per chi volesse approfondire, questo il link https://ec.europa.eu/health/scientific_committees/consumer_safety/docs/sccs_o_140.pdf .

In lingua italiana qui una sintesi http://www.farmacovigilanza.unina2.it/index.php?option=com_content&view=article&id=387:2-cloro-p-fenilendiammina&catid=73&Itemid=482&lang=it

Lo studio afferma che l’utilizzo dell’henne è sicuro, affermando che tale lo è se la % di Lawsone è al max 1,4%.

 E per quanto riguarda la quantità?

 Quando formulato e applicato come indicato in funzioni e usi, ad es. 100 g di polvere di henné mescolati con 300 ml di acqua bollente, l'henné è considerato sicuro per il consumatore.

Il che benissimo per noi, 100g sono più che necessari per colorare un capello lungo.

Sembrerebbe quindi tutto sicuro, giusto? Purtroppo no, ricordiamo che non essendoci vincoli di legge, le aziende di fatto hanno libertà di regolarsi come credono, e purtroppo nel mercato c’è sempre chi se ne approfitta.

Ecco perchè diventa importante per la nostra sicurezza affidarsi a chi in maniera trasparente e documentata, dichiara cosa vende, quali sono le sostanze potenzialmente tossiche presenti e quali sono quindi i rispettivi potenziali rischi.

Nel caso delle erbe tintoree, ogni produttore e commerciante ha il dovere etico di controllare e verificare che tale percentuale del 1,4% non venga mai superata.

Nella giungla del mercato bio e naturale, Beautilicious Delights si distingue nettamente,  offrendo un esempio di grande serietà: informa il consumatore, pubblica i risultati dei test che vengono regolarmente eseguiti a campione  sui lotti delle erbe tintoree  in vendita  e offre scrupolose consulenze personalizzate. Perché Rozalia tiene al suo lavoro e ci tiene a farlo bene.

Qui trovate un esempio concreto: https://cdn.shopify.com/s/files/1/0447/0177/files/lawsone_naftachinone.png?v=1655391245

I prodotti sono bio, certificati da Ecocert come compliant Cosmos, lo standard che definisce i criteri che le aziende devono rispettare per garantire ai consumatori che i loro cosmetici siano biologici o naturali e realizzati con le più alte pratiche di sostenibilità attuabili. Un’altra garanzia in più per noi consumatori, per la nostra salute e anche per l’ambiente.

 Trovate le erbe sicure, la domanda è: coprono veramente i capelli bianchi?

La risposta è: si.  Ma il risultato dipende dal tipo di erba utilizzata, dalla sua provenienza e da come viene applicata.

E’ possibile, attraverso mix ben studiati, ottenere, partendo dal capello bianco, qualsiasi tonalità. Da sfatare quindi la credenza che le erbe tintoree possano generare solo chiome rosse o ramate.

  

Lei è Rozalia. Quando è rimasta incinta, e ha condiviso la sua gioia sui social, mi è sembrato più che naturale invitarla a provare un nostro Mei Tai. Un po' come era capitato a me nel mondo delle erbe tintoree,  anche Rosalia  nel “nostro mondo” aveva avuto esperienze non positive , così aveva abbandonato l'idea di portare la sua bellissima Luna. Nonostante l'iniziale e comprensibile scetticismo, ha deciso di riprovarci, e i suoi feedback, che ha voluto condividere, ci hanno riempite di gioia.

 

Se siete interessate al mondo delle erbe tintorie come (validissima!) alternativa alla chimica, questa è la sua pagina ig @beautilicious_delights_rozalya

 

Per approfondire ciclo fasi ciclo capello:

Se volete approfondire  cosa accade alla nostra chioma durante la gravidanza, potete approfondire qui, nel blog di Rozalia troverete ben spigate le varie fasi di crescita : https://www.curavisoecapelli.it/blogs/news/capelli-in-gravidanza-cosa-succede-prima-e-dopo-la-gravidanza-puoi-usare-lhenne?_pos=1&_sid=f2b5d327f&_ss=r

 

Bibliografia:

 

 

 

 

 

 

 

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